Lacrime, munge lacrime nere, dall’osso dei violati crisantemi, l’inquilino del civico 16 aprile. Apparenza e delirio: chi li governa? Non sa. Ma nemmeno chi dovrebbe comprende. E smuove l’orbita l’occhio, la terra compie le sue perlustrate rotazioni, i burattini non sono più sostenuti dal titanio dei soliti fili. La Maschera dai corni contati mangia le anime smarrite e beve le tenebre mancanti, a paura sempre più incarnita. E lacrime, munge ancora lacrime nere, l’inquilino presso il civico 16 aprile, come un cero addormentato, a smorta fiamma, dimenticato sopra il sette lumi rovesciato dell’odierna liturgia, la quale va celebrando il giorno nel nome di una pace che non gli appartiene. Ecco chi governa l’apparenza e il delirio. E se ne duole. Inconsapevole tra gli inconsapevoli, segno e segni di ammonimento e di contraddizione. Come quel cero addormentato, dalla smorta fiamma, dimenticato sopra il sette lumi rovesciato dell’odierna liturgia.
(16/04/2026)


