Non dipinto di mani,
né ispirazione da fiaba:
in ipnotiche fiamme
v’è tutta la disperazione del fogliame,
quando, a spalancate labbra,
l’ultimo suo latrato l’uomo stilla,
tra le periferiche estati,
a profanato invito.
Oh, diversa plenitudine!
E carnivori dardi augustei
tradiscono incestuosi paesaggi,
tra untuosi colli e faccendiere valli,
e persino la parola più volgare,
quella mal udita e più affrontata,
nel ventre, affonda, della terra.
Come un’eco che rimbomba
e che mai lascia la sua fogna.
Oh, inversa magnitudine!
(21/08/2026)


