Densità lente, eque di bagliori e dei nostri sciami demiurghi, si avviluppano in prossimità delle nunziazioni lampeggianti, tra le costole dei mai lavati pensieri, lì dove a spalancare la bicromia genetica del travagliato albore, nei tabernacoli dei segni e dei prodigi, siamo noi – luoghi vivi di una presenza che ci contrae al nuovo, al domani – feti e concepenti di una prima e ultima volontà che ci abita per essere abitata, parola assunta alla parola che, compiendo noi, in lei tutto compie.
(01/07/2026)


