“Di loro una voce mi ha detto: ti basta la mia presenza, la quale emerge tutto nonostante tra le tue fragilità e i tuoi limiti.”
Queste, le parole dell’angelo del Signore, mentre ero in preghiera nel cuore amato dell’Onnipotente.
Nel sesto mese, il trentesimo giorno del mese, nel ventiseiesimo anno della duemillesima età, lo Spirito del Signore è sceso su di me. Mi ha detto l’Altissimo:
figlio dell’uomo, non voltarti verso questo giorno: per me, esso, infatti, è figlio di prostituzione e di rapina. Bada, piuttosto, a ricercare innanzitutto la tua colpa. Per detestarla e superarla. Prosegui, infine, la corsa tua, da ogni paura libero e con quella volontà che ti rende testimone fedele, per giungere vittorioso al traguardo della vita. A te, che di luce vestito sei, e speranza rivelata per molti popoli e nazioni, basti la mia presenza: vindice del tuo sangue, ho fatto di te un trofeo di condanna e di salvezza. In questa coppa verranno a bere in molti. E chi non vorrà farlo berrà il suo disonore fino in fondo. Perché io stesso sto per elevare questo trofeo. E chi oserà mai strapparlo dalle mie mani? Ecco. Sembra dormire tutta la terra. I mari non producono rumore. Eppure io dico alle isole più lontane, ai loro fiumi, ai loro monti e ai loro laghi: ascoltatemi, non voltatevi verso questo giorno, perché per me è figlio di prostituzione e di rapina. Oracolo del Signore. Ricercate la vostra colpa per detestarla. E per superarla. Il testimone che vi attende nella corsa, spera per voi il traguardo della vita. Che non mi adiri con voi. Ad altri, infatti, ho riservato di essere tizzoni fumanti per accendere il rogo dell’ira mia su tutta la terra. Io testifico, quest’oggi, che bruceranno anche i mari che non producono rumore. E per ciò che concerne tutti quelli che tentano, in ogni modo, di falsificare o di sopprimere la mia corsa, ebbene io li prevengo e dico: per tutti costoro ho già pronta la corona dei perdenti. La indosseranno presto e ne saranno posseduti. Per l’Eternità.
Oracolo del Signore Dio.
(30/06/2026)


