Dell’uomo,
non provvido
rifiuta, l’occhio, il respiro.
E così ne muore:
scongiunte, le cellule ammutite,
si avvoltolano nel corpo del pensiero
che tempi fugge, fino a decomposizione.
Ma la parola. Dalla parola,
nuova, l’esistenza si sostanzia
in fecondata origine,
dalla quale venne tutto a presenza,
e ad anteposta vita,
trasmigrata e risorta,
nell’unità si eterna.
(09/10/2026)


