“Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: “Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi. In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.”
(Gv 13, 12-17)
Celando baratri di confusione, porgete la vostra lebbrosa moneta sulle bocche più sguaiate per nutrire i popoli con asfissie da deterioramento, contaminando intelletto e ragione, a soprasseduta coscienza. Vi dichiarate, in ogni fattispecie giuridica e civile, coltivatori diretti e fautori di quel prodotto che, in realtà, viene modificato in ogni sua origine dal principio che vi lega l’uno all’altro: l’affamato bisogno di potere, cosiddetto e vano. C’è chi lava i piedi del suo prossimo. E chi pulisce le sue mani con quelle dell’altro. Questa è la contraddizione. Siamo tutti servitori. Siamo tutti servitori? E celando baratri di confusione, porgete la vostra lebbrosa moneta sulle bocche più sguaiate per nutrire i popoli, quei popoli che volete, ad ogni costo, attraversati dalla ragione degli stolti, a sciacallata coscienza e con intelligenza da cinghiali.
(25/11/2025)


