Le guardie corrotte

«Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite.» (Mt 28, 2 – 4)

Veramente accadde.
Ormai era la consapevolezza a disturbarne i cuori, le menti, e a rendere i loro progetti del tutto vani. Stupiti per l’accaduto credettero forse a ciò che i loro occhi svelati videro e le loro spaventate orecchie udirono, ma non bastò. E questo perché l’umana storia trasse le sue origini proprio dal ceppo della corruzione. Si allocavano i compromessi avvalorando le menzogne, allo stesso modo con cui l’apparente declina la sua formula con incantante certezza nella rapida promozione dell’orgoglio. Non bastò. La verità, come un fiume rigonfio di vita, trova sempre la sua via. Non lamentiamoci. Siamo figli di quel sangue versato per acquistare chissà quanti campi del vasaio, poiché siamo stati venduti anche noi al miglior offerente: la morte. E se le dicerie ancora oggi sublimano l’ecatombe dei valori umani così è l’essere nelle sue stagioni.

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