La luce, il fuoco, il calore

Presto soffierai su questa marcia candela che definiamo notte e con gli occhi del mondo la spegnerai prima che il suo calore bissi la sostanza dei fenomeni. Il fuoco dimostrerà, di là del buio, l’apice della sua volontaria nullezza nel dolore ininterrotto della sua meridiana e in blocchi di presente scoloriti per l’altrove rinnoverai nell’umana nebbia il bacio che mai conobbe mutazione. Resterà la luce, quel mistero complementare che aleggia sull’uno e trino amore principiato nel perfetto, ad indicare all’infinito espanso la via dei viventi.

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