E Gesù gli disse: “Amico, per questo sei qui!”.»
(Mt 26, 50)
Cosa siete venuti a vedere? Lo spaventoso rumore di chi è giunto alla aurora pasquale del suo libero sonno? Sì. Per tutti voi sarà sconcertante. E con quale bacio lo accompagnerete! Voi, oggi, andrete adornando di vergogna ciò che i vostri predecessori hanno preparato, e ne colmerete ogni misura. Ma egli è oltre. Oltre perfino il silenzio che vi condannerà, poiché in quel silenzio si nutre il puro sangue della morte nella mai cessata vita. Ascoltare uno sguardo innocente è terribile. Lì si dibatte il duello dei tempi e l’intero mondo, oggi, con la presenza dei presenti, non potrà farsi da parte. È l’ora. L’ora che si restituiscano al giardino i fiori e allo strumento il suono. In verità voi cercate tra i morti. Per questo rimarrete nella vostra colpa: perché avete condannato il mondo. I viventi abitano la verità, della quale hanno seguito la via. La stessa via che, oggi, parrebbe interdetta in terra, nei mari, e per aerei spazi, per quella verità che ovunque stando splende e che splende ovunque stando. Considerate. Sotterra giace l’odore lontano di un’azione azionata. Lì si confronta il male primordiale col bene assoluto, dove, infine, si rafforza l’unione della perfezione primordiale con la semplicità assoluta. Ma la primizia vera è altrove. Oltre, ben oltre il suo principio.
(26/04/2025)


