Ecco. Innanzi a voi danza l’omicidio per cantarvi del suo sperpero. È lo spread visuale degli affaristi, dei banchieri, dei corrotti e dei sovrani. L’interesse fluttua verso il minimo potenziale, ma ad occhi vigili la notte è un teatrico sipario per opere da briganti portate in scena dai soliti mercenari. Il nome dei popoli, nel nome del dio denaro, è stato inchiodato e poi venduto al muro delle lacrime. Giace sopra il sangue dei poveri, degli inermi, sangue che viene utilizzato come colla da manifesto. È terrore da mancata immunità per l’infame lotta dell’incandidabilità e dei suoi candidati. In verità state osservando la cinetica del pensiero che si fa storia, pochi attimi prima che lo stesso diventi vostro. Una epoca che si installa in una nuova epoca in un aggiornamento proattivo di sistemi crollati, crashati, nel refresh induttivo del pianeta verso le peggiori stragi. Non desecretazioni, non depistaggi, non familiarità per connivenze, non errori né omissioni: nessun mistero è tra noi. Ecco. Innanzi a voi gira la pellicola luce per cantarvi della sua origine. E non è mai stata una favola. Certamente, domani, alla prossima cerimonia di paese, gli unici che non piangeranno tra le loro mani non avranno giocattoli. C’è chi finge di destare terre illudendosi di narcotizzare cieli. Presto. Andate via. Non c’è spazio alcuno per confondere la vittima con la vittima e il tempo va cucendo velocemente al carnefice l’ultimo vestito del carnefice. Intanto borseggiano i titoli con la volatilità dei negozianti di pace. Ecco. Innanzi a voi danza l’omicidio. Per cantarvi del suo sperpero. E superbe si uniscono le tenebre. E sangue, ancora tanto sangue, prestato con tassi fuorilegge. Scivola sui muri, imbrattato nelle migliori piazze, inchiodato alle sue lacrime nerastre, neanche fosse colla da manifesto.
(16/12/2025)


