Tra quelle che arrivano e in quelle che vanno c’è una parola, sì. La sua urgenza le rende piena testimonianza. L’anno si è chiuso prima che l’alba restituisca, nottetempo, l’alito deturpato dei tuoi occhi al mondo. E l’avvenire, che si è appena srotolato come un libro tra le dipananti nubi – a tenebre dissolte -, l’avvenire desterà la steppa per la tua lugubre ombra, in quel tempo di desolazione, di ira e di lotta che, in verità, pur se nutrito dal tuo nome, da tempo contrario al tempo, in quel nome non ti ha mai istituito.
(03/09/2025)


