L’altrui sangue. Oggi, ancora. Fetore da accampamento. Destinato a imporporare la terra. Una liturgia dell’orrore procedente con la sua replica. È la riconquista degli spasmi, le asfissie volumizzate dei corti spiri, con cecchini alimentati da semiautomatiche, travestiti da psicopompi, per traghettare in tempi brevi interi popoli nel paese dei mugnai. Ecco. Hanno sparato con lievitante farina alla bocca. E il dramma è di chi lo accoglie, perché chi lo ha vissuto ha il petto impantanato di astemia luce, di quella stessa luce che, in tempo reale, in vari luoghi del pianeta, è stata schiacciata sotto i ferri dei cavalli per gli acuti ragli dei somari. L’altrui sangue. Oggi, ancora. Fetore da accampamento. E domani? In molti fingeranno di essere ritornati, con occhi chiusi tra le mani, dal paese dei mugnai (lì, dove si crede che le stelle mangiano focacce e le regine del cielo libano i loro figli scambiandoli coi topi da provetta, tra le innominabili costellazioni dei falsari).
(14/12/2025)


