Dove cercarti? Come parlarti?
Si disfa l’attesa e,
dai territori millenari di tanto esistere,
intimistica libertà
che separa insostenibili distanze,
andiamo per i cieli alti
stendendo il principio di questa incarnazione,
la sua fine,
come tunica intessuta con unico filo,
a sospesa mano.
E profondare in me,
di infinitudine alleato,
sorgente di quella rinnovata compiutezza
che il petto astringe con sincronia duale
e che mai evade, mai,
dalle fulgide armonie dell’aurora,
trasfigurato dalla volontà che ci rese uomini
per parlarti sulle labbra,
bocca a bocca,
respiro che allatta la voce tua, la mia,
a spirito svezzato,
tremendamente.
E questo bacio ancora,
e ancora il vento.
(14/08/2025)


