“L’anima mia magnifica il Signore”
(Lc 1, 46b)
Dio, per opera tua, vado concependo Dio in Dio, nel mistero del quale, da prima che io fossi creata, da ogni eternità nascosta o rivelata, Egli mi è padre. Dal mio grembo purissimo sta per sbocciare il frutto della terra. E tu esulti nel mio seno, Dio, mio Dio, tu che ti sei degnato di nascere nel figlio della mia ubbidienza. Io sono colei per la quale l’attesa si è mutata in luce, così come l’acqua si trasformerà in vino, e incarno la primeva generazione e ultima che dice agli uomini tutti: cercate il suo Volto. Per il mio completo abbandono in te, Dio mio, oggi, ecco, vado generando – e non creando, perché Colui che viene da me è tua medesima sostanza. Padre, è avvenuto che in me si adempisse ogni tuo volere. E sovrabbondando di grazia in grazia per questa Concezione Immacolata, in Dio di Dio dono nel dono divengo, amore che ti partorisce e figlio, e padre, e madre, doglie benedette che glorificano il Signore nel Natale del Natale.
(24/12/2025)


