Rapimento di Elia

Attraverso le sembianze degli uomini furioso e paterno ne oltrepassai ogni limite. Issato il mio spirito con deificata potenza collocai le mie prime ossa nel sudario dell’aria quando la brezza settembrina baciò la totalità del mio corpo spalancando per me i sepolcri dei cieli. Ho portato con me il mistero della fiamma e del vento, dell’acqua e della terra, ed il fenomenale circuito della redenzione s’è srotolato ai miei millenni, libri senza pagine per ogni generazione dai sensi schiusi. Che la Madre del Carmelo, approvando appieno il mio stillato sentimento, mi accolga come rugiada sul suo volto che impresso tra queste dissimili voci mai lascerà i miei occhi né questo cuore che brilla soltanto davanti al suo nome.


(Alla Beata Vergine Maria, Madre, Fiore e Decoro del Carmelo)


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Quei nostri baci che le potenze tutte acclamano

No. Non saranno intarsiate fandonie a logorare la bellezza che come acqua viva dal tuo petto sgorga. Non avrà diritto…

Oltre non chiedere a chi l’elusione violenta conduce

Oltre non chiedere a chi l’elusione violenta conduce. In balìa della stagione, il vento suo, è la tempesta in fasce…

L’infanzia, talvolta

L’infanzia, talvolta, prevede un solo istante: essere.

Eccezione

Povero quell’uomo che possiede la violenza negli occhi e che la subisce. Io vi dico che ha già ricevuto la…