Eliseo

Ho chiesto e ricevuto.
La primogenitura mi ha accompagnato lungo tutto il mio percorso per opera dello spirito che albeggiava in lui. Fui scelto quando ancora lavoravo nei campi, senza voltarmi quando l’aratro stringeva le mie mani. E quando giunse l’ora del suo addio da questo mondo, destinato il suo corpo alla incorruttibilità come declama il salmo, scosse dapprima le acque travolgendo la mia meraviglia quando le stesse si divisero e con un cenno mi fece attraversare con lui la via di mezzo, quella più asciutta e dalla quale emergevano geyser di preziosissimo sale. Si compiva così il mio primo esodo, lontano dai figli del bene e del male che avevano seguito la nostra discesa e risalita dall’Ade. Il mio battesimo ebbe la storia tra le mani del Tisbita che da solo aveva sedotto, vinto e innalzato la vetta del Carmelo. Il suo mantello, simbolo di potenza, vita e carità io ho chiesto e ricevuto. Tutto è possibile per chi crede, ed io ho tanto creduto da mettere alla prova chi aveva diviso le acque per noi, quando si congedò da me il grande Profeta. Il commiato avvenne così come me lo aveva preannunciato qualche istante prima che avvenisse quando, certo della mia investitura sotto la sua protezione, chiesi per me i due terzi del suo spirito. Se avessi visto il suo rapimento al cielo, se avessi scorto il turbine entro il quale sarebbe stato inghiottito dall’amore del Padre, allora io avrei ottenuto quanto chiesto. Ed io vidi la sua gloria, gloria del Padre attraverso colui che salì sul Carro di fuoco per indicare quale sarebbe stato il compimento dei tempi. Così, baciato dalla furia degli elementi primi, acqua e fuoco, iniziai la mia missione grazie alla bontà del Padre che tutto dispose per me.

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