In questi occhi
e per i baci, quali siamo.
Delle labbra tue
l’albino schiaffo, il presagio
più senza singhiozzio,
per arie deputate,
turbinio di parole
in auge, una voce
che per arcane volontà
cieli ravviluppa,
come dalle dinamo il fenomeno
e del tuono il tuono spogliato
con rivestito l’uomo di elettro.
Si addormenta il mondo,
si risveglia,
per la gloria tua rivelata
nel poco poi del tempo,
anticipo di prodigio.
(30/11/2025)


