Di che turbarsi, anima? Il cielo piega le sue altezze sul mondo e si fondono le acque, crollano i monti. Le terre piangono coi nostri innamorati occhi e nulla, nulla si addormenta per il luccicante falò dell’atmosfera nel gran frastuono dei venti. Ecco. La notte si arrotola veloce più di una saetta sulle labbra del tuono non ancora emerso: dal suo bacio ogni ombra si dissolve portando via con sé ogni tenebra. Sì. Le fondamenta collassano e nell’immenso spazio vanno mutando le armonie delle innumerevoli orbite. Abbiamo forse da consolare l’inquieto esistere? Oh, noi! Espressione immutabile di ciò che io sono. Di che turbarsi, anima? Saldi restiamo, come labbra unite nel nome del nostro bacio innamorato, preceduti dalla parola che unisce cieli e terra con la voce di tanto amore.
(01/10/2025)


