“Hanno abbandonato i cadaveri dei tuoi servi
in pasto agli uccelli del cielo,
la carne dei tuoi fedeli agli animali selvatici.
Hanno versato il loro sangue come acqua
intorno a Gerusalemme
e nessuno seppelliva.”
(Sal 79, 2-3)
Nel primo mese, al decimoquarto giorno del mese, nel ventiseiesimo anno della duemillesima età, la parola del Signore è scesa su di me. Mi ha detto il Santo dei santi: figlio dell’uomo, parla alle nazioni e dì: così dice Dio, Principe della Pace, Re della santa Alleanza, e Signore degli eserciti:
Avete ricoperto le vostre vie, le vostre piazze, le vostre città, i vostri paesi, le vostre acque, con i corpi esangui di poveri innocenti. “Uccidiamoli. Uccidiamoli tutti.” Questo si ode per le strade diroccate. Non sono ordini. Affatto. È la sottomissione totale ai tiranni, la fine esplicita dei diritti umani, del suo incipit internazionale. Odio e terrore, corruzione e impotenza. Piangono madri i loro mariti, e le loro inermi creature. E madri piangono per altre madri, e per altri figli e altre figlie. Come tante carogne, tutti stesi sull’asfalto in balìa degli avvoltoi e dei cani. E nessuno seppelliva.
Ma Guai. Oracolo del Signore.
Guai a voi che avete sepolto la dignità umana e represso nel sangue l’innocenza, il fiore della vita che andate ancora oggi spegnendo. Guai a voi che osservate con discrezione tali scempi, cotanti abomini e ve ne lavate le mani. Ipocriti. Vi dichiarate potenti e mettete le mani in tasca ai poveri per fare i conti con i miseri e per misurare, così, l’inconvenienza, per le vostre di tasche, della sovrana pace, preferendo ovunque la perversione della guerra. Guai a voi che dovreste allearvi per consolidare, per confermare, per costituire il diritto dei popoli e assicurare a questi sicurezza, libertà, uguaglianza, in nome di quelle carte costituzionali che si sbandierano sempre più da sole, a mezz’asta. Guai a voi che opprimete i giusti e vilipendiate così l’umanità intera. Guai a voi che siete deputati alla salvaguardia del diritto internazionale e che chiudete entrambi gli occhi davanti a questi genocidi senza dichiarare colpevoli, negli organi istituzionali preposti, i despoti e i loro seguaci. Guai a voi che dovreste valorizzare la pace in tutta la terra e accorrete a onorare coloro i quali questa pace la combattono con le armi più devastanti. In verità dovevate solo aborrire le distruzioni, le esecuzioni di massa, quasi sempre sommarie. Essere, infine, piuttosto che braccio armato per la guerra un utero fallito della sua scienza. Guai. Guai a voi. Oracolo del Signore.
Ecco. Il lavacro è in atto. È un bagno di omissioni, di omertà, di impotenza, e soprattutto di sangue. Di sangue innocente. Avrete ancora tempo. Tempo per impegnarvi l’uno con l’altro a fare la guerra, a disarmata, umiliata diplomazia. Il mondo non appartiene all’urlo dell’odio bensì al canto dell’amore. Voi vincerete. Vincerete, forse, l’uno con l’altro. Ma abbiate fede. Abbiate fede che una giustizia per voi esiste. Ed esiste in funzione maggiore per voi che avete avuto maggiori onori, che molti sogliono definire responsabilità. Cristo ha vinto il mondo. E non è questa una bella notizia?
Oracolo di Dio, mio Signore.
(14/01/2026)


