Nel ventiduesimo giorno del settimo mese, nell’anno venticinquesimo della duemillesima età, la parola del Signore è scesa su di me, in questi termini:
Mi metterò io stesso, io stesso mi metterò, troppo, molto. E sarò alla loro destra, alla destra dei condannati di questo tempo. Susciterò contro i loro violentatori un vento di fuoco, un mare di montagne. Tremeranno dinanzi all’idea del mio nome, quando il mio nome si avvicinerà al loro pensiero. Io stesso, stesso io sarò in ogni condannato, prima che il fuoco e le montagne portino giustizia e salvezza a molti popoli. Tu, figlio dell’uomo, prendi un foglio. Scrivi a chiare lettere la data di oggi. Questa data non mente. Perché porta in sé il mio nome. Non può tardare, oggi. Annuncia, va’ e accendi, con la mia parola, il degno impianto accusatorio e poni, al centro di esso, poi, il candelabro della speranza.
Ti rivolgerai contro tali violentatori dicendo:
Così parla il Signore Dio, che ha dispiegato i cieli e ha creato la Terra. E al quale appartiene tutto ciò che essi contengono.
Non siete ancora sazi della vostra insofferenza clandestina? Ecco. Raminghi, andrete come tanti spaesati distrutti sotto il peso dei vostri clamorosi abomini. Oracolo del Signore. Il paese che vi ha dato un nome, un nome da far ben crescere, irrigato da timore e saggezza, si dirà compianto, e le vostre famiglie non avranno mai più discendenza, non conosceranno prole i vostri figli perché, dalla vostra stessa condotta, saranno votati allo sterminio. Siederete alla mensa con lo straniero e questi vi guiderà la mano verso il piatto della derisione, mentre il vostro calcagno sarà afferrato dalla inquietudine, dal terrore. Non avrà memoria di voi la storia, anche se oggi questa stessa storia sembri parlare con la vostra svergognata lingua. Si ergeranno contro di voi i vostri stessi figli per maledirvi e colui che avete tanto servito, durante il vostro soggiorno in questa terra, terra che avete così tanto favorito per farla diventare una valle di dolori e di miserie, ebbene, si metterà alla vostra destra, al vostro fianco prediletto, per accusarvi. Perfino il male, che avete sì ossequiato e riverito, si farà beffe di voi. Di voi che avete infierito contro il misero, perseguitato il debole, oppresso l’orfano, ucciso l’innocente, violentata la vergine, profanata la vedova, costretto all’esodo, ossia alla deportazione più infame verso la più cruenta morte interi popoli inermi, massacrato di fame e di violenza gli affamati di pace e di giustizia, sobillato gli eserciti, destabilizzato governi di governi. A nessuno sia restituito male per male. Ricada su di voi sette volte la tempesta con la quale state distruggendo il mondo. Perché non avete avuto compassione dell’uomo e, nel consesso dei grandi della Terra, avete deciso di infierire perfino sui seni ancora in fiore, rendendo sterili quei grembi e dichiarando, dunque, inutili, migliaia e migliaia di vite. Siate ricoperti voi di vergogna, l’infamia sia la vostra ultima carezza quando il mantello della notte vi obnubilerà per sempre. Oracolo del Signore. Ecco. Voi maledirete, maledirete ancora il figlio dell’uomo. Colui che andrà a mettere nella bocca dei popoli la lode del Dio Altissimo. Del Signore è la Terra e tutto ciò che contiene. È Egli che arrotola e dispiega i cieli. A Lui soltanto, all’Onnipotente, all’Amore, all’Amante, e all’Amato, ogni confessione di salvezza e tutta la professione di fede.
(22/07/2025)


