Oracolo del Signore al mio signore:
“Siedi alla mia destra
finché io ponga i tuoi nemici
a sgabello dei tuoi piedi”.
(Sal 110, 1)
Mi circondano i malvagi: senza numero mi assalgono.
Mi perseguitano i potenti. Congiurano contro di me per farmi cadere: tu conti i miei passi e li raccogli, essi non sono vani.
Un branco di cani afferra i miei polsi e le mie caviglie, sono versato come acqua dinanzi ai miei oppressori, tutto il giorno. Eppure non parlo, resto muto, me ne sto in silenzio: ma non basta, non basta. Come tanti tori che intravedono il sangue, inferociti dal suo odore, essi mi straziano pure la carne. E il mio dolore si mescola ai terrori delle tenebre. Senza requie. Il mondo agonizza nel morso imbastardito della superbia costretto, da condannato, a rantolare quanto un dannato. Tra loro si dicono: “non esiste Dio, nessuno avrà cura di lui. Mettiamolo alla prova con ogni sorta di pena e condanniamolo alla morte più indegna, alla fine più infame. Poiché ci è di inciampo, il solo vederlo ci inasprisce l’esistenza e soprattutto si dichiara figlio di Dio, tanto da chiamarlo padre”. A te, da questo albero senza radici divenuto tana di vermi in attesa, levo il mio sguardo. E il mondo intero in me piange il suo peccato più grande. Vedo i cieli abbassarsi su di me. Eppure odo il lamento dell’oscurità spaccare i mari, dividere le terre. Ed io qui, ad attirare a me l’umanità: compatto resto, resto saldo nel tuo nome, o padre. Senza radici né linfa, ecco: sull’albero della vergogna è fiorito il germoglio che da salvezza al mondo. E mentre effondo il mio spirito tra le tue mani, lo stupore mi circonda nella tua grazia e il mio nome, il mio nome è cantato da miriadi di spiriti celesti. Hai fatto di me la tua città forte, mi hai nascosto per un attimo il tuo volto affinché il tuo nome fosse ancora più temuto, ovunque sulla terra. Non mi hai abbandonato alla polvere, un trono mi hai preparato. Da quel legno che dona salvezza al mondo la mia misericordia ha invaso i cuori, le anime degli uomini, ed i miei occhi, i tuoi cieli posseduti dai miei occhi, hanno guardato i tuoi nemici e non la pietà ho provato dalle azzurrità, no. Soltanto compassione. La compassione che si prova per i morti. Nel giorno della mia potenza, e tra lo splendore delle dominazioni e dei principati.
(15/01/2026)


