L’inizio della cerimonia umana della vita

«Nessun profeta è bene accetto in patria.» (Lc 4, 24)

Entrò e fu subito motivo di scandalo per i suoi. Eppure lui era il figlio del carpentiere, era il fratello dei loro amici: e già non lo riconobbero. In quella piccola sinagoga diede inizio alla cerimonia umana della vita. Aprendo il rotolo della legge s’imbatté nei passi del profeta Isaia, passi ai quali lui stesso aveva indicato la via. Leggendo prima i cuori della gente lì definì falsi e ipocriti poiché nonostante fossero stati visitati nelle tenebre della storia dalla luce della gloria non credettero, e questo avvenne poiché era per essi più conveniente restare nell’analfabetismo della scrittura. E citando Elia ed Eliseo nei loro mancati segni per l’incredulità del popolo ad entrambi contemporaneo così anch’egli non fece che pochi prodigi, nel suo paese, tra i suoi fratelli, conoscenti e anziani del popolo. Forse quel giorno l’incredulità mostrò due volti opposti: stupore ed odio, con l’inizio della cerimonia umana della vita.

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