Elevata in palma sua

“Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre:
“Donna, ecco tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!”.

(Gv 19, 26-27)

Nella lenta pausa del tuo terreno martirio,
da che l’ora giunta fu fin da subito percossa innanzi a te,
e ai tuoi immacolati occhi
che subirono la consistenza del dolore
fungendo da filtro per quelle sofferenze più atroci
che avrebbero portato quell’anima preziosa tua
ad essere trafitta dalla spada dell’amore, della consapevolezza
e della passione stessa del Figlio tuo
del quale vestisti le sue piaghe, le sue gloriosissime piaghe,
in maniera forse più visibile dacché se il Figlio tuo
morì momentaneamente solo nel corpo tu,
tu fosti martire, elevata in palma sua,
poiché moristi nell’anima.
E chi, chi più di te è stata doppiamente trafitta,
quando hai vissuto la crudeltà piena di una spenta umanità
offendere il corpo onorabilissimo del nostro Redentore,
ormai morto, in quel buio momento, in carne?
E ancora. Quale dolore quando al posto del tuo Figlio
vivesti tutt’altra maternità, un discepolo al posto Suo,
un servo al posto del Maestro, un uomo, comunque sia,
diverso dal frutto del tuo amabile seno, il nostro Re.
O Madre, nella rapida corsa della vergogna di questo mondo,
salvaci col tuo infinito amore da ogni nefandezza umana,
da ogni ingiustizia, proteggi soprattutto i bambini, i sofferenti
e coloro che ti chiedono con lacrime accorate le grazie,
quelle grazie così sospirate.
Madre, non si è mai udito, mai,
che qualcheduno, ricorrendo alla tua Potenza Divina,
non sia stato da Te ascoltato, esaudito, già qui,
in questa tremenda, indegna valle di lacrime.
Rendici martiri, Madre,
rendici degni di essere anche noi martiri del tuo santo Amore
e saremo liberi da ogni vincolo della carne
di essere finalmente portati su quella Croce che ci ha redenti
grazie alla tua intercessione ed abbracciare Colui che,
pur essendo nella condizione Divina, Trinitaria,
ha dato la Sua Vita per noi, esseri che non essere
con la possibilità di raggiungere la vetta illimitata,
così agognata e gloriosa, dei vostri Sacratissimi Cuori.

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