(Salmo regale)
Dio, mio Dio,
oggi mi hai generato,
facendo della mia breve attesa
la tua feconda alleanza.
E adesso ho più fame di vita
e più sete di amore,
ora in terra, ora in cielo, io,
divenuto cibo che non muore, mai.
Ho saggiato
il bacio della nostra unione
mentre, con la mia bocca,
proclamavi beato il grembo
della mia breve attesa,
creatura tutta da svezzare
come un lattante al suo seno.
Eppure la mia parola era.
Era la parola della tua voce,
quella voce che va spingendo
i tuoi illimitati pensieri
nei primi ed ultimi pensieri miei.
Mi hai confermato nella tua via,
lì, dove il mio passo si è fatto leggero,
quando ai miei piedi
ho legato i tuoi amabili ceppi
e il tuo giogo sul mio collo,
che mi ha donato libertà e fortezza.
Anelo le tue sorgenti
perché tuo è il mio volere.
Nell’intimo mi istruisci con la tua sapienza
e ciò che mi dà vita sono i tuoi precetti.
Io li eseguo in quanto amo i tuoi giudizi.
La conoscenza che mi restituisce a te
è sublime come la tua legge:
l’hai stabilita da sempre.
Mai ti allontani da me:
mi addormento e mi risveglio
perché mi sei daccanto;
se inciampo nei lacci dell’oscurità,
precedendo l’aurora
sette volte mi rialzi.
Tu mi cospargi della tua luce
affinché io possa dimorare alla tua destra,
origine di ogni mio principio.
Sorto come il nome dei tuoi nomi,
cresco come ulivo maestoso
docilmente governato dalla tua rugiada.
Quando le mie labbra
sapranno dei tuoi occhi
sarà il tempo, quello,
della misericordia totale
e, unto dalla tua benedizione,
alla presenza che mi eterna
renderò gloria e onore.
Osservo, intanto, la via dei tuoi decreti
che mi precorre come suo sentiero,
immerso, io,
e del tutto custodito,
nella tua sussurrante brezza
che cuori smuove,
come il pampino e la vite.
Sì. Perché dalla mia breve attesa
hai generato la tua feconda alleanza
e adesso, come un lattante al suo seno,
ho più fame di vita e più sete di amore,
avvolto nell’afflato terribile
del più grande, svelato mistero
che unisce alla terra il cielo,
Dio, mio Dio.
(19/10/2025)


