Né letizia e né giovamento. Prima che si compia l’aurora, come l’asta di un contrabasso il cielo goccerà un po’ qui e un po’ là, senza – parlare senza –, la sua pietra scelta, diritto su diritto, diritto su diritto, capovolgendo l’esodo della morte col suo inazzurrante agguato. Chi vorrà soffermarsi su ciò che non è stato ancora scritto, ivi ponendovi e credo e timore, per chi sono e per chi non sono, senza – parlare senza -, riceverà in mercede ciò che precede il bottino e, ovvero, avrà non saccheggiata la vita. Quanto a questa rivelazione, chi saprà fedelmente accoglierla in né letizia e né giovamento sarà illuminato e libero, un po’ qui e un po’ là, prima che si compia l’aurora nel suo inazzurrante agguato, ossia quando accadrà che l’innocenza sguarnita, diritto su diritto, diritto su diritto, impari, costretta, a non estinguersi tra le assenti lacrime né di una mamma e né di un papà: in verità, come una collana di pruni e di rovi, spina dopo spina, spina dopo spina, a disigillata parola, l’esodo capovolto della morte non rientrerà più nell’asola del grano.
(24/09/2025)


