Incapaci di abbeverarsi alla suprema fonte dell’identico e dell’uguale, ecco gli uomini. In un andirivieni di tempi e di età frapposti e semplici, comunicanti e complessi, dormono solitari, nella solitudine della loro tenebra parallela, senza mai veramente riposare. Il sonno lugubre nel quale versano i loro respiri, infetti dall’agonia della coscienza, è una irragionevole contaminazione dei principi e dei loro movimenti nell’identità mutante dello stato planetario. Di sovente sogliono cambiare il loro lutto in canto e il loro pianto, la loro doglia, in danza. Evoluzione del sintomo e radiazione della formula: questi i due pilastri dell’autoritaria scienza, lontana da ogni elementare scienza, che nell’artefizio e nell’empietà pone le sue fondamenta per governare la giustizia con l’ingiustizia e il tutto col niente. In realtà il niente non è raggiungibile se non con la causa che lo scatena con giustizia, così come il tutto è tutto soltanto al tutto e l’uomo che pensa di governarlo non può essere equiparato al niente, né al nulla, essendo questi le fondamenta universali dello stato planetario. L’uomo, in quanto tale, può governare soltanto l’evoluzione delle sue capacità per i risultati che da se stesso offre in sacrificio alla scienza: stoltezza e superbia. E la realtà, in realtà, non è che il sogno giusto dei semplici. Quando le volpi smetteranno di entrare di paese in paese per nutrirsi della innocente fame, e in paesi di paesi parleranno parole mai udite da nessun essere vivente, nasceranno lingue di fuoco che attaccheranno, con la saliva dell’ascolto, il respiro ultimato dei rapaci sul palato della quiete. In quel tempo la verità giocherà con le vipere più velenose, cullate da tutti quei bambini che hanno le calcagna, possedute dall’alto, al posto delle braccia. Si spegneranno le tenebre, non ci sarà più notte e dal grembo della terra verrà estratta, ultima, la spada della pace. Chi berrà alla fonte dell’identico e dell’uguale sarà luce, luce per illuminare la via a chi è rimasto, tra gli uomini incapaci di principio. Niente sarà più niente. L’eternità si compirà d’eterno e il tutto sarà in tutti, affinché sia la vita nella vita.
(04/06/2025)


