Nelle fenomeniche veglie identitarie
Altura di sonni fecondi, di nebulose realtà contraddittorie riverse in dimensioni di dimensioni di non oppugnabili assiomi epifanici consustanziali ad aurei volti. Troppi. In profusione di captività pervasiva e persistente, gli asincronici sensi, mal ricomposti nel diorama di inaccusabili afflati diurni, si decomprimono in orizzonti dall’orbita gravitazionale postuma nello storico coefficiente cristallizzato di effimeri comparti…
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