“Certi individui non hanno ragion d’essere.
Se dobbiamo vedervi nella loro presenza un fine umano questo trae la sua sorte dal fatto che è sorto, sorge e sorgerà per gli eletti.
Invero, se dobbiamo vederci una Ragione Divina, costoro (certi individui) mai potranno concepirla.
E dunque, quella Ragione, è voluta solo per gli eletti.”
(Fondamenti di Iosofìa – 2007)
Avete inteso, perché lo avete affermato con alterna voce, che c’è un tempo per la pace ed uno per la guerra,
1. che il tempo non vi appartiene;
2. chi vi ha posto in questo tempo e chi vi ha preposto in esso, per compiere e la scrittura e la sua volontà.
Avete inteso, perché fu detto.
Ma non avete mai letto in verità ciò che vi è scritto.
1. c’è un fine umano ed una ragione divina;
2. tra di essi emergono e stoltezza e conoscenza;
3. in voi prevale l’empietà.
In quanto alla scrittura, gli stolti non dovrebbero avvicinarsi ad essa: questo potrebbe causare un danno irreversibile alla intera umanità.
Dunque avete inteso, dimenticando.
Sì, l’arte concepita primogenita dalla Scrittura può essere pericolosa.
Per comprenderla bisogna recarsi in un luogo assai impervio: la radice.
Generata da un’ispirazione suprema, si pone sin da subito sulla bilancia e lì posa con l’evasione. Il significato recondito di evasione concepisce, a sua volta, il peso o fardello e questo penetra la carne dell’incensurata civiltà che è livellata gerarchicamente da un “monopolio globale”. In quest’ultimo v’è il frutto acerbo del pensiero patricida, l’evoluzione del peccato originale.
Ed ecco l’asse in cui avviene l’unione simbolica di mente e carne, alleati per sradicare l’Arte delle arti, essendo, questa, Incorruttibile.
Gli stolti non dovrebbero avvicinarsi all’arte, ma il reato più grave consiste nel permettere a loro di utilizzare qualsiasi sistema per reprimerla. Si commette un errore incancellabile, inestinguibile, anche se a molti l’apparenza può negarlo.
Giacché qualsiasi fiume, quando viene represso, può, nel migliore dei casi, straripare.
E se lo si prosciuga l’intero universo cospirerà per la sua prima creatura, la natura, per realizzare un suo primario bisogno.
Come una madre, è lei, la natura, che parla ai sovrani, in nome dei suoi figli.
È, dunque, la prima traduttrice dell’Alto Poeta.
Sì, l’arte è pericolosa, e quando viene concepita dall’ispirazione suprema è sacra, è Arte delle arti.
Essa non potrà mai morire, giacché è l’eterna risorta.
L’uomo può assaggiare la pace soltanto quando la pace può assaggiare l’uomo.
Se non vi fosse sacrificio non avrebbe luogo la guerra. Se non vi fosse misericordia non ci sarebbe spazio per la pace. Eppure c’è un tempo per entrambe.
Ci sono guerre e guerre, ma una sola è la pace.
In verità, affinché si compia la pace in terra occorre che la terra si compia in pace.
Se vero è che avete Abramo per padre, è questo il tempo.
Il tempo della comprensione, della meditazione, della conoscenza. Tempo di saggezza e di timore del Signore.
“Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Anzi, già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco.” (Lc 3, 8b – 9)
(05/03/2026)


