Nulla preferire ad altro se non l’altro mio in te stesso. E splendere, ovunque stando, così procedendo, con voci che tumulano silenzi di vento e di cenere, per proferire dell’altro all’altro te in me stesso. È la goccia che trova del mare la sua via, ed è ancora il mare che trova della via la sua goccia. Come l’aria della pervasiva burrasca, forata dalla folgore d’oriente e sigillata dai riflessi d’argento di un’onda anomala, bollente.
(09/07/2025)


