Domani il vostro volto tramuterà aghi di lacrime in sorrisi. Non vi apparterranno, tantomeno susciteranno allusive speranze di salvezza tra i popoli. Avete agito come dovevate agire. Irresoluti e stolti, voi credete che commettendo il male compite voi: in verità, nemmeno un capello estorcereste dal capo di alcuno se ciò non vi fosse permesso dall’alto. Un mistero troppo vasto per comprenderlo, o miserabili e infedeli. Voi andrete lontano, lì dove neanche la generazione dei vostri padri è riuscita a giungere. Abiterete il pensiero, il pensiero contraffatto della vita, e il verme sarà vostro nemico e padrone. Cercherete, allora, Colui che avete tanto disprezzato in ogni tempo a voi concesso, e lo troverete. Sì, lo troverete tra il mosto mai asciutto del grano, tra le vigne di Engaddi e i campi di Iaar. Ma vi disconoscerà, perché è per il vostro meschino agire che Colui che è, l’Autore della vita, si è umiliato fino a farsi uomo. E per salvare un’umanità, preda, ormai, delle peggiori legioni dell’aria e della terra, che ha accettato di espiare la colpa del mondo: entrando nel Santuario del cielo ha sacrificato se stesso e, da Sommo Sacerdote che è, gli è bastato farlo una volta sola. Voi mi rimpiangerete. Un poco ancora. Tutto è scritto. Basterebbe saper leggere i tempi e le Scritture. Ma se i tempi, per voi, sono proprietà della vostra fanatica superbia e le Scritture, in voi, verità che meritano inquietudine e terrore, meglio, dunque, cavare bene l’occhio che vede e far tacere l’orecchio che ascolta. Il Verbo. Davvero siete una generazione incredula e perversa. Come pensate di mettere a tacere Colui che vi ha donato voce, o di cavare l’occhio di Colui che vi dona la vista? È lo Spirito Santo a suggerire tutto, a insegnare. Lui, il datore dei doni. Lo Spirito regna. Vi siete avviati come prole bastarda verso gli inferi e non vi accorgete che avanti e dietro vi precede e vi prosegue il più grande umiliatore di anime, travestito da maliarda. Vi siete lasciati sedurre. E tale seduzione è il più grande abominio che abbia mai conosciuto il mondo. Non avete fatto, in voi, opere di vera conversione. Non avete creduto alla Parola che vi è stata annunciata e affidata. Avete agito da stolti con la dovizia dei peggiori criminali. Ancora un poco e mi rimpiangerete. Io me ne andrò lì, da dove sono venuto. Quando avrò compiuto tutta l’opera che mi è stata affidata, per un attimo vi rallegrerete col mondo. Ma la vostra effimera gioia si tramuterà in una inquieta consapevolezza. In quel tempo cercherete anche me. Non mi troverete. Oggi io sono nel dolore, ovvero, abito nel vostro estraneo criterio di attesa. Quando per l’escatologia messianica si manifesterà l’Amato mio, allora questo dolore non sarà più rinnovato né ricordato. Io diminuirò per Lui e svanirò da voi. Egli porterà con se il mosto mai asciutto del grano, alle mani stringerà il ventilabro e pulirà la sua aia. Ma la pula, la pula la brucerà col fuoco inestinguibile. In quel tempo, grazie all’azione dello Spirito Santo donato dal Figlio, che procede col Padre e dal Figlio, il quale è assiso alla destra di Dio, ossia, nel seno del Padre, avverrà l’instaurazione del Regno dei cieli nuovi e della nuova terra. Chi sarà destinato alla morte, per una risurrezione di condanna. Viceversa, chi sarà destinato alla Vita, per una risurrezione di salvezza. Davvero la Parola che vi è stata annunciata e affidata è la spada che istante dopo istante vi condanna. Una spada ben levigata, dalla doppia punta diamantina, e con sette teste da martello sulla loro cima. Vi è stata mescolata una bevanda avvelenata nella coppa che state trangugiando da tempo. Il male che commettete non vi compie, tuttavia, ma lento vi corrode il cervello. Domani il vostro volto tramuterà aghi di lacrime in sorrisi. Non vi apparterranno. I sorrisi. Gli aghi di lacrime sono già pronti; come la scure, posta sotto alla radice degli alberi. Voi che avete concimato la corruzione come fosse la vostra più preziosa zolla e la avete poi propagata nel mondo, in mercede riceverete una opposta condanna: abiterete il pensiero, ossia, ciò che resterà del vostro pensiero contraffatto della vita, e il verme sarà vostro nemico e compagno. Nei secoli dei secoli. In eternità di eternità. E la morte, la morte non avrà più potere. Nemmeno sul pensiero che s’insuffla dal profondo.
(09/06/2025)


