In balìa d’un vento nuovo

Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito.» (Gv 3,8)

È piuttosto il viavai delle ore,
la menomazione ravvivata della malinconia
ad affermare il nuovo giorno, cupo nei suoi albori,
cacciatore delle più fredde stelle
che vagabondano come particole di un immenso
la cui cupola è una piattaforma negata ai molti,
ai tanti, ai troppi che di quegli astri, di quelle creature,
hanno bevuto luce e sangue sino all’orlo della volta.

Tornerai, come un angelo che affronta la dolcezza,
che congela il sigillo imposto alla delicatezza,
appartando ai margini dell’esistenza la serenità,
e spalancherai la porta con il solo respiro,
attribuendo alla luce la collocazione meritata,
lasciando il vessillo della pace, della concordia,
in balìa d’un vento nuovo, furioso,
che non si sa da donde viene e dove andrà.

Sì, la nostra speranza è origine di certezza,
principio di ogni dono ricevuto,
di ogni mancanza subita,
della fiducia che il mondo, al mondo, non ha riposto.
E poiché tu tutto hai seminato
e tutto puoi raccogliere,
svestiti andremo incontro a quel ventre
che, nel tuo nome amabilissimo, svestiti ci ha partorito.

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