Io sono innocente del sangue di lei

(Dn 13, 1-64)

Benché fosse poco più che un fanciullo fu chiamato ad esercitare la giustizia, in nome di quella legge così spesso traviata dagli uomini, giacché investito della sapienza divina. Ed in mezzo agli anziani, vecchio e nuovo sinedrio che non ascolta ragioni pur di condannare in modo veemente e rapido troppe volte l’incolpevole, brillò il diritto contro coloro che avevano indegnamente accusato Susanna, colei che sin da subito era stato frutto acerbo di una loro violenza, l’ennesimo abuso perpetrato durante la loro lunga esistenza. E su di essi cadde l’ira del popolo, subito dopo che fu svelata dei due uomini, pervertiti sino ad avere la menzogna del cuore agli occhi, la colpevolezza, la marcescenza dei loro pensieri. Non ella perì per mano degli uomini ma gli stessi due anziani dei quali fu provata tutta una vita di soprusi e di infamie e che, palesemente, quel giorno incarnarono la brutalità dei sinedri.

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