“Il mio aiuto viene dal Signore,
che ha fatto cielo e terra.”
(Sal 121, 2)
Nel quarto mese, il venticinquesimo giorno del mese, nel ventiseiesimo anno della duemillesima età, lo Spirito del Signore è sceso su di me. Ho veduto la sua gloria. Gloria del suo unigenito Figlio, nostro Signore e Dio, il quale mi ha comandato di rivelare, ai primi e agli ultimi, ciò che ho appreso dal suo sommo anelito, per mezzo del suo onnipotente bacio. Bocca a bocca il mio Signore mi ha parlato, in questi termini:
Rivelazione di nostro Signore Gesù, il Cristo di Dio:
Non sono venuto per i vivi, ma per i morti e per i vivi. Ed è per questo motivo che il bavaglio indossato dai molti va estirpato. Non potete far tacere né i vivi né i morti: ne avreste solo che vergogna, consumereste l’occhio vostro nel disprezzo. Voi fingete di essere ciò che vorreste essere: ebbene, non vi sarà concesso; nemmeno questo vi sarà mai dato. E alla verità, tale l’offensiva che pacifica vi arreca, cercate di girarle il volto, voi che continuate, continuate a darle non l’ascolto ma le spalle. Da accusatori del bene siete diventati gli accusati del male. Perché intendete ingannare e gettare ombre. È per questo motivo che sono stato mandato. E Colui che mi ha inviato è veritiero e non mente. Io non faccio altro che dirvi quello che ascolto. Ed il mio ascolto è nella volontà di Colui che mi ha voluto a testimonio tra voi. Egli si compiace dell’opera sua. E la va distribuendo secondo il suo beneplacito e i suoi decreti, immarcescibili e veritieri. Se io parlassi a voi da me stesso, sarei proprio come voi: un menzognero, perché colui che vi vantate di avere per padre è il principe della menzogna. In verità non esiste vita senza missione. E non esiste missione senza testimonianza. La mia vita è eredità e la mia missione è fedele. E voi, a quale missione vi siete votati, poiché vivete, e a quale testimonianza recate la vostra fede? Dunque, questa è l’opera che compio: essere qual vigna tra di voi per unirvi al tralcio della parola. E la terra darà alla luce anche le ombre. Come il chicco di grano che muore nella terra, io muoio e la vita che dono io la dono perché mi è stato concesso questo di fare, e mi è concesso dall’alto. Il mio grido atterrerà la morte e la estirperà per sempre, mentre io attirerò molti a me. Il primo e secondo giorno non si ricorderà di me l’inverno, poiché l’inverno cesserà. Al terzo giorno fiumi d’acqua viva scorreranno dai nuovi cieli sulla nuova terra. Io ve lo riannuncio: la mia carne e il mio sangue sono il vero cibo e la vera bevanda. Chi ne beve e chi ne mangia non avrà mai più sete, né fame. Voi andate accusando il bene: ecco, oggi e domani scaccio chi mi accusa con il dito di Colui che mi ha mandato, il Fedele, e il terzo giorno compio tutta l’opera sua. Voi vi affaticate inutilmente. Voi lottate contro il vento. Voi sciogliete fuoco al fuoco. In verità, voi costruite case inabitabili e andate ammassando brace sul vostro capo per il giorno che rovente sta per giungere, come una fornace. Ecco. Io ve l’ho predetto: dove io vado sarete anche voi, perché vedendo la mia gloria ne diate piena testimonianza ovunque, facendone, così, la vostra missione di vita, prima che io giudichi ogni essere morto e vivo su tutta la faccia della terra. Infatti mi è stato dato potere di farlo. E io non giudico per sentito dire ma per ciò che si confà in tutto e per tutto al vero, perché Colui che mi da questo potere è il Veritiero e il Fedele. Io ho parlato apertamente, e ho parlato ai primi e agli ultimi. Io che sono l’Alfa e l’Omega, ascolto la voce di Colui che mi ha mandato e con quella medesima voce vi annuncio che il suo Regno è vicino. Sì, Esso è vicino ai poveri, agli indifesi, agli orfani, alle vedove, ai bambini, ai puri, agli innocenti. Chi ha orecchi per intendere intenda. Ecco. Loro sono la mia Sposa che dice “vieni, Signore Gesù”. Ed Io, lo Sposo suo, rispondo loro: “sì, vengo presto”. Prendete a testimone l’accusato, poi prendete a testimone colui che inganna, divide, e getta ombre. Perché la data di oggi è stata scritta con la china del mio petto tra cielo e terra. E siccome mi appartiene la vita e mi appartiene la morte, avrò compassione per i vivi, e non userò misericordia verso i morti. E tu, figlio dell’uomo, prendi un foglio e scrivi, non attendere, non porre nulla sotto sigillo, affinché tutti siano istruiti e perché ho ancora da dire. Ho da dire cose meravigliose sull’uomo. E ho da dargli la buona Notizia: il tempo si compie.
Nel quarto mese, il venticinquesimo giorno del mese, nel ventiseiesimo anno della duemillesima età, lo Spirito del Signore è sceso su di me. Ho veduto la sua gloria. Gloria del suo unigenito Figlio, nostro Signore e Dio, il quale mi ha comandato di rivelare, ai primi e agli ultimi, ciò che ho appreso dal suo sommo anelito. Io, attraversato dal suo onnipotente bacio. Bocca a bocca Egli mi ha parlato, ed in questi termini il Signore, nel mio Signore, mi ha custodito.
(25/04/2026)


