Lasciami viverti, in questo mio tempo orizzontale. Anche se putride e fetide sono le mie piaghe, per i miei peccati. Anche se racchiuso d’umanità potrei soltanto posticipare polvere alla cenere dinanzi all’amore, tua sostanza e dono.
Lasciami seguitare nella tua via, con queste gambe che tremano tra piedi che inciampano. E insegnami ad avere un cuore integro e labbra innocenti perché desidero essere la tua abitazione.
È così che ti possederò. Nella verità. Perché amo i tuoi precetti. Creatura io, e tu mio Creatore. O Abisso insondabile del mio stesso mistero, unica Deità che nel Padre mi hai dato vita, nel Figlio salvezza, e nello Spirito Santo consolazione e conoscenza.
Io, di mortale e sì caduca condizione, mi sento vestito, adornato con le tue vesti di preziosa bellezza. Tu che, pur essendo di natura divina, ti sei spogliato per compiere tale opera in me.
Io ti amo. Dinanzi a te, amore grande, amore immenso, non nego che mi sento come uno specchio: sei tu a parlare, sei tu a guardare, sei tu a respirare. Io respiro se tu mi respiri, ti guardo perché tu mi guardi e se parlo è perché tu mi parli.
Di quanto e quale amore, dunque, vorrei voler amare, o amore immenso, amore grande, che anche se desiderassi morire, la morte morire in te vorrebbe, perché tu sei la vita, la verità e la via, o uno e trino Signore e mio Dio, che dolcissimo e glorioso mi vinci col tuo interminabile afflato, in questo amplesso dal tempo ancora orizzontale, ove l’umanità mia da sempre esulta per la tua gloria, per la tua giustizia, per il tuo nome. E per la tua vittoria.
(29/04/2025)


