“Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.”
(Sal 51, 17)
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Non esiste male peggiore di quello suscitato dalla lingua. È per tale motivo che l’essere umano non ha in dominio nemmeno il proprio cuore. È da qui che i peggiori intenti, le azioni ignobili, le opere più perverse, fuoriescono a profusione, come melma da uno stagno, come carne da una pentola, come tarlo dalla polvere. Ed è a causa di questo condotto che il pensiero umano va innervandosi alla morte. Diventa, così, necessario farsi minimi, per beneficare l’altro con quell’ereditato combattimento di chi ha creduto, sperando contro ogni speranza, perché là dove abbonda la colpa sovrabbondi la grazia che, in coloro che la desiderano, va stabilendo i suoi primati. Sì. Non esiste male peggiore di quello suscitato dalla lingua. Chi mai le porrà un freno? Sarebbe meglio, per l’uomo, se necessario, inchiodarla al palato, prima di vanificare la parola. Beati coloro dalla cui bocca sorgono linguaggi d’amore. Ma più beati ancora sono quelli dalla cui bocca è l’amore stesso a parlare.
(30/04/2025)


