Nel quarto mese, il terzo giorno del quarto mese, nel ventiseiesimo anno della duemillesima età, la mano del Signore è scesa su di me. Così mi ha detto, l’Altissimo:
figlio dell’uomo, rivolgiti a tutti coloro che professano la loro fede in un dio diverso da me e lontano da essi.
Dirai loro: così parla Dio, il Signore:
Oracolo.
Io non sono morto. Se lo fossi stato, la vostra paura conoscerebbe requie. I vostri figli non avrebbero di che maledirvi, domani. I vostri padri non si sarebbero lavati il capo nella menzogna, ieri. In verità voi stessi mi date la più fedele testimonianza, nel mondo. Oggi. Infatti è per la vostra condotta malvagia che si vanno compiendo ad ogni istante, una dopo l’altra, le beatitudini. Voi scrutate le scritture. Ne avete ben donde. E le conoscete fin troppo bene. Tanto da scegliere di contenderle con me. Può il violento esigere nel contempo di subire una più grande violenza? Eppure io sono colui che in voi chiude e spalanca il lume delle idee, la clausola di ogni ragione, fino ad estorcere dalle vostre coscienze quel bene che tanto al mondo ripudiate. Eppure di me vi vantate, e nel mio nome ideate stragi e massacri, e col mio nome andate firmando azioni di guerra. No. Io non sono morto. Entro ed esco dai vostri riposi e chiudo e spalanco per voi i sepolcri delle ombre, quelle ombre che faccio splendere di vita a tempi alterni e che lascio pulsare con tenebra propria e nelle vostre tempie corrotte. Principe della pace quale sono ho stabilito anche per me un battesimo di fuoco. Autore della vita, io sono colui che splende di pietà e di misericordia. Oggi, per la testimonianza che mi dà il mondo, un velo purpureo coprirà ovunque il nome che mi andate fabbricando, per la vergogna di tutta la terra. E siccome nemmeno se uno risorgesse dai morti vi persuaderebbe per farvi cambiare idea ecco che vi precedo, dicendovi che io non sono morto. Dite di avere Abramo per padre e vi vantate dei profeti. Ipocriti. Ipocriti e vigliacchi. Esiste una via nella via. Voi che scrutate le scritture, che vorreste contenderle con me, sapete dunque qual’ è quella che conduce alla perdizione. E quale è quella che andrà in rovina.
Voi mi citerete il detto: nulla di nuovo.
Ed io, in questo nulla di nuovo che andate bestemmiando, vi farò avvizzire come l’erba del campo, nell’ora più buia.
Non vi vantate. Né per l’ieri né del domani. Vi basti la vostra pena.
Perché oggi la mia bocca, la bocca del Signore, ha parlato.
Oracolo di Dio.
(03/04/2026)


