Innervati da clandestini tormenti dalle inappetenti, trascorse inquietudini, vi sono intenti alcuni, per conto di un qualcosa, che hanno appreso ad esistere con alle labbra chiodi, chiodi ben appuntiti, che sollevano la vassalla giurisprudenza geopolitica da quell’irresponsabile scostamento di bilancio internazionale, progettato da prospettiche retrospettive di clonati moti guerrafondai, per compiacersi, a trafitta mediazione multilinguistica, della vicendevole razzia della ragione, ragione disprezzata, in auge ai psicodrammi intellettivi della odierna storia, con inaudita violenza. Costoro, ebbene, credendosi luce per i non ben identificati popoli gestanti la medesima loro attesa, hanno escogitato l’unilateralismo simbiotico del potere (scambiandolo in ratei di concentriche ombre avallabili con le garanzie di terre inesistenti, con i loro mari da bavaglio) che sfocerà nell’interdipendenza, terrifica e mortale, del pensiero costituente ogni abominio e desolazione dei chiamati con sangue balbettante, dei circoncisi con il chiodo alle labbra: i paesi.
(03/06/2026)


