Niente. Di nuovo. Un brulichio di passi scellerati calpesta l’ordine globale delle forme e delle specie, con i suoi moderni disabitanti, condannando ad una deportazione sistematica il classismo intersezionale di un denudato secolo. Di nuovo: niente. Si estorce dal pensiero corrente il giorno, il mese, e l’anno, delittuosità raggiunta e colta in gradualità di luci ed onde, mentre implode l’ora sotterranea e il millisecondo si contrae, nella flagranza del reato, a palingenesi inverata.
(11/03/2026)


