Trasfondi come piena di fiumi le origini dei giorni e, uno dopo l’altro, li conti: figli tuoi. Unigeniti. Poi, dagli otri dell’affanno li raccogli, sciogliendoli dalle funi della fatica e dell’orgoglio, per guidarli, infine, teneramente, verso la via del mare. Lì, dove l’orizzonte, emergendo nei tuoi nomi, di cielo li sostanzia, perché ad attenderci sei tu, oltre l’essere nostro.
(26/08/2026)


