Santissima Trinità

Sospeso nella mia trascendenza piango e scompongo l’uomo e poiché sono la di me stessa natura con occhi paralleli compio l’opera che ho affidato al mio Spirito affinché, una volta effuso, possa adempiersi la mia promessa nella volontà del Figlio. Da quale voce giunge tutto questo? Un segno ancora per questa generazione che sarà storpiato a causa della incredulità della massa mai posta a capo dai governanti delle nazioni. Non è dato sapere a costoro poiché ancora un po’ vedano senza vedere e odano senz’affatto udire. Questo accadrà dimodoché la mia stirpe, l’eletta, sia giustificata da cotanta esecrabile miscredenza. Io, che sono nel mio io lo stesso che da sempre io sono, ho parlato.
E nella monade racchiuso l’espanso volgerà dapprima nella mia dualità, la mia contrapposta bella facce, per compensare l’io nell’io dell’io a fecondata Trinità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

In diramazioni coercitive di spiacevoli masse

Non una realtà inconsapevole né multiformi dimensioni distratte ebbero piacere nell’abitarvi, uomini. E se ad offuscarsi come smorte candele furono…

Tu spargi fiori abbrividendo mondi

E nei tuoi occhi ci scavalca così - premurosa, meglio forse non pensarla - l’idea dei nostri anni, che lungo…

Tra i banchetti ultimi della terra

Sfigurato dal contesto umano donde con esatta scienza posso addurre che da lì, ad abiurate nazioni che impongono popolo ai…

Ecco compiersi in divenire il verbo

Affinché vi sia noto. Poiché in quanto alla misura non è più il valore dell’azione né il bisogno che nutre…