Il quieto rivivere tra noi

(Gv 1, 11)

A quale invito
votare in petto la decisione?
E lasciar scorrere la pioggia sulle labbra
senz’attendere il sapore dell’alba,
il quieto rivivere tra noi.

“Venne fra la sua gente
ma i suoi non l’hanno accolto.”

A quale luce,
di quanta vita esser testimone?
E amare avanti a me, adesso e per sempre,
l’amato, colui che dietro mi stava
e che prima di me tra noi è.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Tra i banchetti ultimi della terra

Sfigurato dal contesto umano donde con esatta scienza posso addurre che da lì, ad abiurate nazioni che impongono popolo ai…

Ecco compiersi in divenire il verbo

Affinché vi sia noto. Poiché in quanto alla misura non è più il valore dell’azione né il bisogno che nutre…

Nell’urna spalancata dai cieli dei miei fenomeni

Vivo sepolto nel sorriso degli angeli e, a convissuto etere, la mia provvisorietà si eleva in te, regno che tutto…

Al silenzio coniugato

Fervo. Di quest’ora immota è l’infinità che brilla sul pentagramma dell’uomo al silenzio coniugato.