Il mio braccio snuderà la tua primogenitura tra ogni nazione

Sei stata visitata per la tua debolezza.
Non occhi ti hanno apprezzato, né carezze da mani amiche hai ricevuto. Come decade un angelo dalle sommità celesti così tu, che in terra eri tra le prodezze più grandi tra tutte le generate creature, hai voltato non solo il volto al cielo, i tuoi disamorati occhi, ma perfino le spalle, rinnegando chi ti aveva desiderato e oltraggiando chi ti aveva innalzato. Quando un uomo pone un sigillo nel suo cuore questo diviene giardino chiuso, fonte nascosta, tesoro inespugnato. Questo feci per te. Hai provveduto a nascondere i tuoi malvagi propositi, i tuoi adulteri, le tue idolatrie, i tuoi omicidi, le tue sfrenate passioni verso gente spietata, pensando in te e tra te e loro: nessuno s’accorgerà di tutto questo tanto meno colui che, col mio essere, ho infallibilmente tradito. Ebbene io ti renderò il dovuto, il compenso meritato è ormai maturo, pronto per esserti elargito in modo degno, come accadimenti vogliono. Sarai infeconda, reietta dagli stessi uomini ai quali ai venduto le tue perle più preziose, i tuoi diademi regali. Coloro che hanno costruito gli idoli ai quali hai sacrificato i tuoi figli ti svergogneranno, ridendo della tua sacrilega condotta senza provare alcuna pietà per il tuo sguainato pianto, per la tua sguarnita dignità forata. Andrai sola, per le stesse vie in cui vestivi con fare da regina, e ti darò luce, tanta luce per vedere negli occhi della gente, con la quale mi hai tradito e rinnegato, i loro propositi che si sveleranno ai tuoi occhi avvelenati dalle lacrime che non troveranno riparo nemmeno sul tuo volto. Non sarò più per te un padre, né un marito, né un padrone. Il mio braccio snuderà la tua primogenitura tra ogni nazione.

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