Io la ricondurrò a me come un pascolo al suo pastore

(Os 1 – 2)

Cosa mai è l’uomo?
Un soffio delle mie narici, dice il Signore,
che ora esiste, ora no.
E i figli di quel soffio a cosa potrei paragonarli?
Calunnie di prostituzione,
vittime senza maternità.
Chi mai sarà la prostituta, dunque?
Quella per la quale la mia vita ho dato,
la non amata, il mio non popolo.
Sconterà ogni suo giorno bruciato per i Baal
dimenticandosi del mio nome per i suoi amanti
con i quali trebbierò gli azzimi del suo disonore.
Poi con quel mio primo soffio,
che ora è, ed ora sempre esso è,
la porterò nel deserto per parlare al suo cuore.
Io la ricondurrò a me
come un pascolo al suo pastore,
tornerà dalla buia valle
adornata di speranza e fedeltà,
nel diritto e nella giustizia,
per la gioia e per l’amore,
ed accadrà che io le parlerò dalla terra
e lei mi ritroverà nei cieli,
e sarà nuovamente la mia amata, il mio popolo.
In quel tempo, guardando il mio volto,
ella mi chiamerà “Marito mio” e non più “mio Signore”.

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