“Anche satana si maschera da angelo di luce.
Non è perciò gran cosa se anche i suoi ministri si mascherano da ministri di giustizia; ma la loro fine sarà secondo le loro opere.”
(2Cor 11, 14b-15)
Nel primo mese, il dodicesimo giorno del mese, nell’anno ventiseiesimo della duemillesima età, la mano di Dio è scesa su di me. Cosi mi ha parlato il Signore delle Schiere Celesti:
Figlio dell’uomo, guarda bene senza osservare e ascolta:
Urto da programma in soluzione operativa da spionaggio. Le tre partenze catalizzatrici alimentano la fiamma. Le mani deragliate dirigono i lutti internazionali e sette dita su dieci si ergono trionfanti. Devastazioni, ammutinamenti, depistaggi: per associazioni di frontiere, al gioco dei fanfaroni, delinquono tutte le società partecipate e nel piatto ribolle solamente carne da collasso. La sua bocca balbettante esorta l’osso umanitario rimasto a emergere poiché su di esso aleggia una colomba. E questa è la nidiata del suo verso.
Figlio dell’uomo, osserva bene adesso e senza guardare parla:
Non puoi, tu.
Tale di natura essendo,
cadrai vittima del tuo zelo dispotico,
per il quale oggi ti ritieni forte, potente.
Precipiterai, avvizzirai come l’erba bruciata dal sole
e per i pascoli dei porci vagherai,
lì dove il tuo nome sarà calpestato, ingoiato e vomitato
come un foraggio avariato, una carruba marcita nottetempo.
Non sei, tu. Non sei.
Credi che il tuo potere e la tua forza
derivino in tutto dalla tua esaltata natura,
ma il tuo è un fallimento identitario di una tenebra insorta.
Il mondo ti riconosce, in parte.
In parte, tu riconosci il mondo.
Giustizia vuole che il mondo non ti appartiene,
così come tu appartieni al mondo,
il quale non appartiene nemmeno a sé medesimo.
Questa è la verità.
Dunque tu, che né sei e né puoi,
tale di natura essendo,
cadrai vittima del tuo zelo dispotico,
e non avrai occhi per piangerti
poiché la bocca che ti parla,
senza che tu ne sia consapevole,
lì ha già divorati e continuerà a divorarli.
La viltà ti succhia il sangue e fugge via,
indemoniata come la vergogna che da te si nasconde.
È vicino il giorno. Il giorno è vicino.
Oracolo del Signore, mio Dio.
Ammutoliranno i principi e i re di questa terra,
taceranno governati dal terrore e dalla morte.
La forza che li sostiene è la legge,
e principio della legge è il peccato.
Ma come tanti accattoni per le guerre
la verità e la giustizia li hanno più che condannati.
E Colui che getta il disprezzo
sui potenti di questo mondo
ha promesso ai cani
che riceveranno la giusta mercede.
Ecco,
li ha contati senza contarli
uno sull’altro e
dissetandosi al torrente,
bevendo acqua e sangue degli innocenti,
Egli tiene alta la testa
e con la sua destra avanza.
Oracolo di Dio, mio Signore.
(12/01/2026)


