Il Verbo

Egli non era del mondo eppure il mondo fu fatto perché si adempisse la Scrittura nella quale risiede Colui che gli ha dato vita. In Lui tutte le cose sono state create, non solo sopra, non solo sotto. L’uomo, infatti, l’unico essere vivente dotato di anima razionale, solamente ciò riesce a percepire.
Era la luce vera, quella che irradia dal Grembo del Seno Paterno, e gli uomini non si fecero illuminare. Ma le tenebre non l’hanno vinta.
In Lui ogni cosa è vita. Non tutto è vita e non è vita la vita da sola, bensì è vita ciò che proviene dall’atto creatore.
Adesso, se l’uomo percepisce solamente ciò che l’anima riesce a decodificare, l’uomo si elevi dalla sua condizione di vermiciattolo e, come il Figlio dell’uomo che si è umiliato a tal punto, pur mantenendo in sé la luce vera e la vera vita, faccia di lui almeno un colle che guardi al monte dimodoché quest’ultimo possa guidarlo verso la vera Luce. E così che l’uomo raccoglierà i frutti della Scrittura, compiendola e avverandola, poiché sarà privo del mondo, come Colui che non era del mondo e per il quale il mondo fu fatto.
“Siete dei e figli dell’Altissimo”. A questo tutti gli uomini sono chiamati.
L’evangelista, che attinse dal petto dell’Agnello la Sapienza, attesta: E la vita era la luce degli uomini. La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.
In Lui, dunque, ogni cosa è vita. L’uomo, le tenebre, le quali non hanno vinto la luce poiché ritorneranno a Colui che, come insegna la Scrittura, in principio creò ogni cosa, non solo sopra e non solo sotto e desidereranno splendere alla fine dei loro tempi.
Proprio come lo stesso profeta, discepolo ed evangelista vide, per mezzo dell’angelo, riguardo alla Gerusalemme Celeste che non necessiterà della luce del sole né della luce della luna perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello.
E in Dio era Dio presso Dio, e Dio era presso Dio, e Dio era Dio. Egli era in Dio presso Dio.
Alleluia.


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