Gerusalemme. Ecco il mio non luogo

«Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa vi viene lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più fino al tempo in cui direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!» (Lc 13, 34-35)

Gerusalemme. Ecco il mio non luogo nel quale lascerò alzare la mia gloria a cospetto degli uomini che, scossi per la loro inaudita meraviglia, cominceranno a battersi il petto, tardi, troppo tardi poiché, come il primo e il secondo giorno ho provveduto ad accogliere per servire, il terzo giorno completerò l’opera di restaurazione del mio tempio e sigillerò il patto dei tempi come predetto dalle scritture per mezzo dei miei profeti i quali, come me, hanno glorificato nel mio non luogo Colui che, con il suo Verbo, presenzia in ogni tempo.

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