Nel decimo mese, il sesto giorno del mese, nel ventiseiesimo anno della duemillesima età, la mano del Signore è scesa su di me. Così parla Dio, che sta per convocare oriente ed occidente nel palmo della sua mano, e la cui destra è scudo e salvezza per chi lo invoca fedelmente e con timore:
Ascolta: ti chiamo in giudizio. Io e te. Come ieri. Non ve ne sono altri. Perché oggi, a testimoniare contro di te, sono io. Lo stesso che da sempre si rivela con te. Io. Colui che pure ti condanna.
Oracolo del Signore:
I vostri giorni, i vostri anni. Per combatterli, per estinguerli fino in fondo. E non c’è ragione. Non può esserci una verità che approvi un operato così infedele e malvagio. La nazione che non voi vi siete acquistati, amaramente urla verso un popolo mai stato suo. Voi, i lontani. Voi, i chiamati a motivo della dispersione. Eppure riceveste un nome. Un nome che proveniva di là di ogni altro nome. E vi fu promesso. E la promessa si fece terra, una terra fluente latte e miele. Alle sue acque vi dissetaste, sebbene indegni di bere a tale sorgente. Ascoltaste parole di vita, foste i primi ad ascoltarle, e invece di accoglierle, di sposarle, gli orecchi chiudeste e voltaste testa e spalle all’amore. Al mio amore. Pur di adorare il niente avete chiamato il male bene e, così agendo, avete rinnegato i vostri padri, annullando di fatto ogni alleanza, stabilita con effusioni solenni di sangue, di sangue e di acqua. Eppure quel sangue grida nelle vostre strade, nei vostri paesi, nelle vostre arterie. E quell’acqua, che un tempo si divise tra cielo, terra e mare, oggi tace come palude stagnante nei vostri cuori. Il vitello che vi creaste, che non portò né pace né giustizia, non immolabile, è di tra voi come ieri. Siete cresciuti all’ombra sua, sotto il simbolo del niente. Non gloriatevi, dunque, e non spalancate la bocca per benedire, quando in voi dimorano soltanto menzogna e maledizione. Ecco. La grazia che vi fu donata un tempo, è oggi la vostra ferita più grande. Incurabile. E mille figli piangono per la madre che gli è stata negata, e mille madri piangono per il figlio che più non è tornato e, no, non vogliono essere consolate. Accusate, adesso. Accusate pure vostra madre. Oppure, seguite quella via che mai potrebbe allontanarsi dai figli dell’uomo, e accusate i vostri giorni, i vostri anni. Per combatterli. Per estinguerli. Fino in fondo. E meditate. Meditate.
Oracolo del Signore.
(06/10/2026)


