Dormono i re,
e i principi godono del sonno più profondo.
I capi dei popoli insorgono insieme
per fomentare i peggiori tumulti
e i potenti della terra
cospirano contro il Signore.
Come può l’uomo,
così lontano dai cieli,
questo essere dal cuore e dalle labbra impuri,
e sempre più assente dai pensieri di Dio,
credere di sovvertire le realtà superne,
di abbreviarne o di allungarne i tempi?
Egli, col suo atteggiamento,
non considera, non comprende,
giacché fatto simile alle bestie,
che, così agendo,
va ammassando carboni ardenti sul suo cranio,
in preparazione del giorno del giudizio,
sempre più ingrassato dalla moltitudine dei suoi mali,
mali senza numero,
per l’ora della cena universale,
per la strage da macello.
Se ne ride,
se ne ride chi fabbrica le altezze
e demolisce le terrene fondamenta.
Ecco.
Il Signore siede sul suo trono.
Davanti a lui sono schierati eserciti di esseri celesti,
a miriadi,
per servirlo.
I seggi del giudizio io aprirò davanti agli ultimi
affinché si spalanchino i rotoli del libro.
Chi oserà vantarsi dinanzi al Signore,
davanti a colui che innalza il povero e annienta il ricco,
di fronte a chi tutto governa
e che il suo disprezzo sta per gettare,
un’ultima volta,
sulle nazioni traviate e i potenti?
Nei fiumi di acqua viva avete sacrificato i miei figli
e come tanti tori accecati andate ad abbeverarvi, assieme,
alla medesima fonte.
All’alba io starò in mezzo a quei fiumi,
e farò salire di tanto sangue il suo fetore
fin dentro ai vostri accampamenti,
e ne proverete un enorme disgusto.
Allora alzerete la testa e,
guardandomi negli occhi,
smetterete di respirare con la bocca,
poiché questa vi servirà soltanto per stare al mio calice.
Ad un calice colmo di ira berrete,
quello che ho preparato per voi
fin dalla fondazione del mondo.
Fino alla feccia lo dovrete sorbire.
Andando per i vostri paesi sterminerò, uno ad uno,
tutti i malvagi,
affinché la terra non conosca mai più esseri come voi.
Gli uomini esulteranno di gioia
e glorificheranno il mio nome quando,
a sollevati cieli,
mi recherò presso le mie supreme altezze
per elevarli a me, per sempre.
Prima, però, guarderanno ai trafitti delle nazioni:
presso ogni altura, presso ogni piazza, presso ogni via,
presso ogni luogo, di ogni paese e città profanati,
sorgerà un immenso torrente
le cui acque saranno mescolate al sangue di coloro che,
con inaudita violenza,
hanno anticipato il mio giorno.
Ecco:
per questi ho riservato, nel luogo del giudizio,
il compito di essere annunciatori della mia decisione.
E nel loro sangue io andrò immergendo i miei piedi
e il torrente inaudito diverrà il mio catino,
lì, dove la loro eterna condanna canterà,
per l’umanità redenta,
una lode e un inno al Signore, Dio giusto e terribile.
(05/08/2025)


