Zaccaria

E attorno a me, fuori dal suo controllo, un ammasso deforme di ombre in movimento mi tumulò, per evoluzione cosmica dell’istante, la voce.
A deragliare fu il discernimento che andò contro la corrente che avrebbe voluto spingerlo verso tutta l’integra verità, oltre un pensiero che non rivelò a se stesso il credo e che mancò nel quoziente della fiducia.
Tradito dal mio tradimento, rinvenni nel ministero del mio ministero a tempo debito, come predetto da chi mi costrinse alla cecità della parola.
Oh, labbro indurito e offeso!
Zoppicai le mie prime parole quando rimisi al tempo la voce, spossessata dalle ombre, dopo aver cavato l’occhio insano e ad espiata colpa elevai, per grazia di una sapienza in crescita e per evoluzione cosmica dell’istante, il suo cantico definitivo e primo. L’amai.


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