Sòdoma e Gomorra

(Is 1, 10-17)

Benvenuto dove l’altrove e l’indicibile sono folti di vissuto per l’illimitata vicinanza. E se sparse lacrime si nascondono per l’arso tormento, per l’astro dell’inquietudine, vieni e vedi come il parto dei più desueti sorrisi diviene una rosea logica di sistemi da apprendere all’estivo plenilunio, quando vari sono i sacrifici soppressi e inutili risultano i lamenti che nel ventre del vuoto nascondono i sentieri più indegni ed infami.

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